I consigli del mese



BULLISMO E CYBERBULLISMO : COME DIFENDERSI

Data: 11/05/2010

 Bullismo maschile e femminile

Cyberbullismo:

Aggressivita'

  

e difesa con le Arti Marziali

 

Farmacistarisponde ad una Mamma che chiede consigli per suo figlio di 14 anni mingherlino , timido che porta gli occhiali. Quando deve andare a scuola al mattino sta male. A scuola è bravo nel profitto ma molto a disagio con i compagni.

Il farmacista può consigliare i FIORI AUSTRALIANI (ad esemepio, ADOL essence) o i Fiori di BACH che agiscono bene in queste situazioni di adattamento e superamento emotivo ma sa anche che non bastano.

Segnala subito l'esistenza di un' Ambulatorio per il disagio degli adolescenti presso il Fatebenefratelli di Milano prima area di prevenzione e cura sul disagio dell'adolescente nel pubblico del Direttore dott. LUCA BERNARDO.

Il prof. Bernardo ha dato il suo contributo creando in ospedale il primo ambulatorio in Italia per le vittime del bullismo dove è attivo il progetto Charlie, primo modello europeo di prevenzione del tentato suicidio negli adolescenti. Nell'ambulatorio è stata allestita un'area di ricovero.

Il progetto porta la firma del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, dell'assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, dell'ospedale Fatebenefratelli e dell'associazione Amico Charlie.

Contatti:
Ospedale Fatebenefratelli ed Oftalmico - C.so di Porta Nuova n°23

E mail: luca.bernardo@fbf.milano.it
Telefono:  0263632310
Fax:  0263632228

il dott.Luca Bernardo ha scritto un libro: "il bullismo al femminile"

     

 

E inoltre il  dott. Luca Bernardo si occupa anche di cyberbullismo
.Basta una foto rubata con significato travisato messa su facebook o tra gli sms e un ragazzo o una ragazza diventano gay o ragazza" facile".
Pura invenzione di un cattivo cyberbullo aggressore e diffamatore
E le calunnie seguono la vittima ovunque anche in ambito domestico e chi subisce si sente impotente.


Per imparare a difenderci troviamo la Onlus Associazione Cuore e Parole ( www.cuoreparole.org).
In un libro " DIECI REGOLE PER AFFRONTARE IL CYBERBULLISMO". Costa 14,00€ devoluti all'ambulatorio del Fatebenefratelli.
 


Farmacistarisponde segnala e intervista la psicologa dott. Daniela Testa e un maestro di Karate, Walter Sorosina, convinta che l'autodifesa è una disciplina ma anche una filosofia che da sicurezza per tutta la vita.

Potrete leggere ed eventualmente contattare tutte le persone indicate come esperti.

Parliamo di Karate:

I principi fondamentali del Karate-do (la via del karate) sono contenuti nel Dojo-kun:
• il karate migliora il carattere
• è via di sincerità
• rafforza lo spirito
• è mezzo per acquisire l'autocontrollo
• è via per il rispetto universale.
Il principio fondamentale del Karate – Do, come affermava il Maestro Funakoshi è:

"Conosci il tuo nemico e conosci te stesso, in cento battaglie non sarai mai in pericolo; Quando non conosci il tuo nemico, ma conosci te stesso, le tue probabilità di vincere o perdere saranno uguali; Se non conosci né il tuo nemico né te stesso, sii certo che sarai in pericolo in ogni battaglia.

KARATE NI SENTE NASHI che tradotto significa:
IL KARATE NON E' MEZZO DI OFFESA E DANNO".
La pratica del karate – do è una via che ci permette di esplorare la natura dell'essere umano. Così ad esempio persino se un compagno di allenamento è scorretto e vuole colpire per fare male, ci si può ritenere fortunati, I veri obbiettivi dell'allenamento infatti sono:

  • Conoscere noi stessi.
  • Conoscere il nostro avversario.
  • Capire la relazione esistente tra noi e lui.
  • Cercare di mettere in pratica questo è estremamente difficile, ma si può considerare un risultato positivo il fatto di comprendere che la via del karate – do è quella che ci conduce alla vittoria su noi stessi.

L'ideogramma che i Giapponesi leggono DO, significa "VIA", termine che si identifica con regola, dovere, modo di vivere. La VIA è una disciplina che permette a chi la percorre di realizzarsi spiritualmente, secondo le proprie potenzialità.

Arti marziali ed aggressività

Perché parlare di aggressività in ambito educativo?
La nostra proposta educativa ed interdisciplinare. Nell'ambito delle arti marziali intende rivestire un ruolo preventivo dei disagi evolutivi e dare un contributo efficace al potenziamento delle risorse umane. Per realizzare tale percorso, a seguito di studi ed esperienze approfondite, poniamo una particolare attenzione al tema dell'aggressività poiché rilevante componente biologica e psico-sociale della natura umana.  L'aggressività, se ben incanalata ed utilizzata, quindi educata, rappresenta un' importante risorsa per l'auto-affermazione e lo scambio comunicativo; diversamente può facilmente trasformarsi in aggressione ovvero in violenza distruttiva finalizzata a causare danno e dolore. La natura umana è altamente esposta a rischi di involuzione delle tendenze aggressive che possono fermarsi ad una fase iniziale dello sviluppo, fase legata agli istinti primari di attacco o fuga davanti a ciò che si percepisce come "pericoloso".
In questo caso la risposta comportamentale è limitata e impoverisce l'ampia gamma di soluzioni alternative all'auto o etero lesionismo. A livello sociale poi le dinamiche dell'impoverimento comunicativo e relazionale si amplificano generando catene di trasmissione delle "azioni violente" che vengono agite come codici di comportamento perpetuati da generazione in generazione e costitutivi dell'identità familiare e sociale di appartenenza.  Il ciclo della violenza, sia in ambito familiare sia in contesti socio-culturali, rappresenta quindi un grave limite per lo sviluppo delle realtà emotive, intellettive e relazionali della società, impedendo a qualsiasi livello - generazionale e sociale- un percorso evolutivo di crescita del benessere della vita individuale e sociale delle persone.  Diversamente, l'evoluzione delle tendenze aggressive, l'uso della loro forza emotiva, la loro espressione e il loro potenziale rappresentano un possibile percorso di emancipazione dell'uomo.

Perché le arti marziali vengono associate all'aggressività?

Le arti marziali, operando attraverso il corpo, plasmano la mente.
Sono, infatti, indicate come discipline particolarmente formative sul piano psicologico. Tra i vantaggi che derivano dalla loro pratica, un posto di rilievo assume il miglioramento delle capacità d'autocontrollo; aiutano, in altre parole, a valutare la situazione ed a reagire opportunamente.  La capacità d'autocontrollo regola sia alcune manifestazioni impulsive, contenendole, sia altre di tipo limitativo che caratterizzano l'individuo inibito. L'aumentata capacità d'autocontrollo è dovuta al tipo di disciplina comportamentale richiesta nelle arti marziali, tradizionalmente legate al confucianesimo e al taoismo.  Con la pratica delle arti marziali il soggetto impara a controllare le proprie emozioni e a trovarne una spontanea e soddisfacente espressione.  Così operando si provvede ad un orientamento delle emozioni che faccia sparire gli elementi negativi imparando a conviverci e finalizzandoli ai propri scopi.  Le arti marziali non possono essere definite precisamente con il termine di sport quale noi lo intendiamo oggi: questo perché sono diverse nella concezione e negli scopi; hanno una tradizione e una componente filosofica e formativa che vanno, infatti, ben oltre la pura parte agonistica.  Esse sono nate per motivazioni ed esigenze precise, e anche il loro corso storico ha un suo significato. Per loro stessa definizione, il loro scopo è il perfezionamento del carattere.  Gli sport occidentali tendono a enfatizzare la competizione, mentre le arti marziali orientali hanno posto l'accento sull'autoconoscenza.  Hanno quindi alla base una filosofia inerente al loro stesso modo di vivere, che enfatizza tra l'altro l'osservazione rispetto all'azione, l'integrazione tra corpo e mente, e ha una forte componente meditativa. Ed è perciò che anche gli aspetti non-fisici delle arti marziali hanno un'influenza a lungo termine sui cambiamenti psico-sociali dei partecipanti. Le ricerche che comparano le arti marziali con altre attività fisiche suggeriscono in genere che le prime producono cambiamenti psico-sociali migliori sia in qualità sia in quantità rispetto a quelli prodotti da molte altre attività.  Rispetto ad altre attività fisiche, riduce l'incidenza di incubi notturni e conduce a maggiori decrementi nella rabbia e disturbi d'umore. Le arti marziali consentono, per loro definizione, un soddisfacente lavoro sia sul corpo sia sulla mente: sono molteplici gli aspetti che influiscono sui vantaggi psicologici offerti dalla pratica.

Anche il bullismo può essere affrontato con la pratica marziale?

Può sembrare paradossale la proposta "marziale" a chi utilizza modalità provocatorie e violente per imporsi sugli altri.  Ma a fronte del disagio giovanile, che sfocia in agiti pericolosi e devianti, la proposta educativa propria delle discipline marziali non è quella di soffocare o penalizzare il bisogno di protestare, di emergere ed affermarsi dei giovani ma quella di aiutarli a realizzare un rapporto sano con la propria aggressività.
Se un detto popolare sostiene che "la miglior difesa è l'attacco" il pensiero marziale supera questo invito a scontrarsi:
"Il miglior combattente è colui che è capace di vincere senza combattere" come afferma il maestro Sun Zu.
In altre parole l'intelligenza e la creatività applicate al coordinamento dei mezzi necessari per raggiungere uno scopo fanno parte di quel patrimonio umano che nella visione orientale porta alla saggezza. Questa saggezza, o, in un'accezione occidentale "maturità", va però coltivata, le abilità vanno esercitate, le conoscenze approfondite. Questo è ciò che le pratiche marziali offrono, impostando le attività attraverso regole condivise sia del rispetto sia del riconoscimento delle specificità di ciascuno.


     Dott.ssa Daniela Testa
  - Psicologa-Psicoterapeuta
Terapia relazionale
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